Pensieri Correnti

mercoledì, 28 marzo 2007
23:28

QUEL TAGLIO

Io seppi del tuo sguardo
amaro
eppure ne feci segreto;
forse sbagliai
e lo vidi contrastare il mio mare
lamentoso alle tue spalle
e il tuo azzurro socchiudesti.

E fissavi me e altro,
il mondo stretto
in avversa stanchezza
il mare sommosso ma senza vento:
l’amore era forse vivace,
ancora,
ma soffriva la salsedine
su ferite poco lenite.

Forse ogni dolore finirà
nella schiuma, mi dissi:
ma sempre guardavi oltre
assottigliando le paure;
e io sentii quel primo taglio,
tacendo.



Scritto da < Pietro >

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martedì, 27 marzo 2007
16:27

DIETRO LA PIOGGIA

Oggi sono costretto a rimanere a casa. Non me ne preoccupo, per domani mi sarò già ripreso; e sinceramente rifiutarmi alla pioggia mi consola.

Così mi rifugio. Sistemo altri appunti. Oggi ho ricevuto altre notizie, aggiornamenti su alcuni progetti su cui lavoro e calcolo: cambiamenti non sempre graditi, ma anche speranze rinnovate. Ancora in questi giorni non riesco a scrivere realmente, né a leggere e conoscermi; ma fra buona compagnia, amici e fiducia ammetto che davvero è ormai questione di tempo. Di stagione. D'altronde, non smetto mai di tracciare qualche parola qua e là, o di ritrovarle fra superfici d'ogni tipo, dalla carta al grigio di queste giornate un po' furbe.

Mio fratello, prima di partire, mi ha restituito alcuni libri prestatogli. Fra questi ho ritrovato il primo scrittore che ho davvero definito Maestro: Goethe. Poesie d'amore. Grandissima mente, era tutt'altro che olimpico; anche nella compostezza ardeva, anche negli anni che passavano e appesantivano le sue forze continuava a pensare, scoprire, volere, vivere. E uno dei suoi segreti era l'amore. Rileggendo però la sua biografia, più e più volte, mi sono spesso reso conto di assomigliare a una sua inclinazione: quella di non rinunciare a se stesso anche a fronte di un amore vero e tenace.

Ma tenendosi se stesso non significa rifarsi a una certezza, a connotati certi. Al contrario, rischia di essere quell'avanzata nel nero, nel vuoto, che gli altri non possono vedere. Un conto sempre aperto con una strana solitudine. No so quale ambizione vi fosse dietro e vi sia dietro, di quale portata; ché l'essenzialità cui si mira, spesso, cela le maggiori incognite di una vita, per quanto piccola o grande possa essere o voglia diventare.

Goethe conobbe Charlotte Von Stein a Weimar. Giovane, si avvicinò a lei, più grande e colta e assai diffidente, con lentezza, ma con la consapevolezza di quanto da una donna si possa imparare. E il loro fu un incontro strano, di un'intesa sottilissima che poteva sommuovere le loro vite.

Ma Goethe, d'un tratto, seppe. La sua poesia lo rivela, prima forse di reagire:

Perché ci hai dato sguardi profondi

per scrutare presaghi il futuro

e mai abbandonarci, in un’illusione beata,

al nostro amore, alla felicità terrena?

Perché ci hai dato, sorte, i sentimenti

che ci fan guardare l’un l’altro nel cuore

per indovinare negli astrusi viluppi

il vero legame che ci tiene?

Prima che fuggisse in Italia.

Ora sfoglierò altre pagine. Ho le mani infreddolite.

poesia, intimità

Scritto da < Pietro >

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lunedì, 26 marzo 2007
23:08

BREVE SONDAGGIO

Che dite del nuovo template?
Ha qualche difetto che sto cercando di riparare, ma... se non vi piace, ritorno subito alla vecchia casa.
Aspetto il vostro (fondamentale) parere.

Pié

amicizia, comunicazione

Scritto da < Pietro >

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lunedì, 26 marzo 2007
11:32

BASTA UN INSETTO

È un insetto furbo
fra le mie parole
e nevrotico d’un tratto
graffia sacrosante illuminazioni
bianche:
gli basta una punteggiatura
sfuggente
e m’insegna i fraseggi
più petulanti.

E ricomincio

daccapo.

poesia, ispirazione

Scritto da < Pietro >

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domenica, 25 marzo 2007
19:04

PASSAGGIO

Ti attendevo
nel sole caldo e affettuoso
che veste primavera;
e sei apparsa nel bianco più fresco.

Fra margherite e pupille rose
e feconde,
già avvezza alla pioggia.

poesia, intimità

Scritto da < Pietro >

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sabato, 24 marzo 2007
09:54

FUORI C'ERA UN GRANDE SOLE

Assieme a Gli angeli, Senza Parole è la canzone che amo di più del caro Vasco. Ma in più, questa mi ha aiutato negli anni addietro nell'origine di tante cose.

Tuttora, me la ritrovo quando meno l'aspetto. Come ieri. E come allora cammino come lui, in quella strada, sorridente. E procedendo.

intimità

Scritto da < Pietro >

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venerdì, 23 marzo 2007
12:25

23 MARZO 2007.

R.E.M.

It's the End of the World as we know it...

(... and I feel Fine.)

mondo, intimità

Scritto da < Pietro >

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giovedì, 22 marzo 2007
14:22

VOLONTA', EQUILIBRIO?

La volontà può prescindere da ciò che si conosce di se stessi. Certo, può essere semplicemente un caso umano fra tanti. Anche sapere cosa volere, fosse pure una simil-volontà di potenza di cui parla un famoso filosofo, può essere lontano un'infinità da una verità, benché piccola, che ci è stata concessa, la conoscenza onesta quanto frammentaria di noi.

Una volontà può distare da quello che si sente. Ed è battaglia. Non volere un sentimento, per esempio, è una verità apparente che cozza con l'altra, disarmante: che quel sentimento è in noi. A nulla vale, inizialmente, ogni forza per negare se stessi - e tuttavia provi qualcosa per un'assenza, qualcosa che magari non ci sarà più donata, e che sarebbe disperato cercare. Provi qualcosa per quel qualcosa che non c'è più ma è più veritiero di ogni reazione pragmatica.

Dunque si lotta per ritrovare un equilbrio. Pur disposti ad ammettere quel sentimento, e forse perfino ad accettarlo ancora nella più assurda delle evenienze, si sa che non siamo più la stessa persona di prima. Tanti eventi d'altronde ci cambiano, fanno mutare perfino il corpo.

Possiamo di conseguenza auspicarci tante cose. Di serbare il rancore, o la rabbia, o nutrire entrambi e farli ingrassare e poi chiudere gli occhi. Un po' e un po', dimenticare o amare.

Ma si potrebbe voler avere imparato qualcosa. Per amare di più e meritare ciò che viene incontro. Incontrare, camminare di pari passo. Sì, forse il merito non c'entra. E se poi non c'è corrispndenza, vicendevolezza di quei sentimenti, pazienza: hai voluto sperare, amare, magari con goffaggine ma cercando di essere trasparente; perfino lottando. Nemmeno questo ti riesce, ma hai provato, hai cercato; stai male, raschi in profondità nuova coscienza di te, perfino il sonno è inutile, qualsiasi riposo. Un evento colmo di particolari e fiori precoci come la primavera può sorprenderti. Ami ancora? Sì. E questa è una libertà preziosa.

E vuoi cercare ancora. Pur non sapendo come, né dove.

amore, intimità

Scritto da < Pietro >

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giovedì, 22 marzo 2007
10:45

UN SEGNO

 Il cielo s'è riaperto all'improvviso, quasi con violenza.

C'è un bellissimo azzurro.

vita, pensiero

Scritto da < Pietro >

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mercoledì, 21 marzo 2007
10:26

PRIMAVERA

Primavera.

Il mondo tremola

da uno sguardo d’acqua

e attesa.

 

Riappari come l’anno addietro

ma in vestiti lisi

e fiori un po’ appassiti e voraci,

ché il frutto germoglia incerto

il frutto deforme e precoce

dal sapore aspro

senza la mitezza raccolta dal sole.

 

Vorrei accarezzare il miele giovane

dei tuoi capelli, scherzando

dell’umido dispettoso

che li ha arruffati;

e toglierci dall’insonnia

dimenticandoci che siamo diversi

da ogni attesa

ma ancora insieme,

speranzosi di un sole che perdona.

poesia

Scritto da < Pietro >

commenti (3)

lunedì, 19 marzo 2007
09:24

COMMENTI

Rendendolo privato, il mio blog non ha subito accettato i vostri commenti, amici. Non era presente il sottoscritto a gestire le iscrizioni, ieri  

Ma adesso potete, quando volete, come sempre.

Un abbraccio e buona settimana a tutti.

amicizia

Scritto da < Pietro >

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domenica, 18 marzo 2007
10:46

ANCHE LA PIU' PICCOLA

Anche la più piccola, infima e folle delle speranze è dolore.

Così è capace di essere la speranza in ogni sua manifestazione.

speranza

Scritto da < Pietro >

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sabato, 17 marzo 2007
09:04

MATTIA, IL CANE NERO, LA LUNA: FINE.

Luna-Giove

scrivere

Scritto da < Pietro >

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giovedì, 15 marzo 2007
12:08

1859

For each extatic instant
We must an anguish pay
In keen and quivering ratio
To the extasy -

For each beloved hour
Sharp pittances of Years -
Bitter contested farthings -
And Coffers heaped with tears!

Emily Dickinson (la traduzione è qui)

poesia

Scritto da < Pietro >

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martedì, 13 marzo 2007
10:33

WIKIPEDIA?

E così mi ritrovo su wikipedia. Credevo fosse stato il mio editore a inserirmi. Invece, vado a vedere la discussione sul sito in merito alla mia voce (i curatori hanno subito sospettato si trattasse di autopromozione, vabbè...) scopro che si tratta di un lettore di Salerno che ha trovato il mio ultimo libro, mi ha letto; e ha ritenuto opportuno (?) inserirmi nella più famosa enciclopedia free. Che dire? Pur  avendo parecchi dubbi su un mio presunto peso letterario, ecco cosa significa un libro che può contare su un po' di promozione e diffusione. E soprattutto l'interesse, magari puntiglioso o semplicemente una chiosa, di un lettore lontano, di cui non conosco il nome, ma che mi ha lasciato davvero una bellissima sorpresa.

Quello che posso augurare, per lui, per me, per il motivo che mi porta a insistere in questo mestiere, è arricchire quella voce in Wikipedia con altri titoli. E che siano sempre migliori di quelli che li precedono. Con riconoscenza.

scrivere, comunicazione

Scritto da < Pietro >

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PENSIERI CORRENTI

Utente: PietroFratta
Nome: Pietro Fratta
Sto scrivendo. Ho pubblicato qualcosa, qualche romanzo. A volte mi affido alle parole, e cerco d'affrontare un frammento consistente della mia realtà: la coscienza, che non potrà mai sopravvivere in assenza dei miei simili. Ho un piccolo sogno:


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