
Anche le stelle
son colpevoli. Mai più
caste dal primo
sangue nella terra.
(Lettura: Genesi 4, 10)

Ma la silloge è terminata. Come avevo promesso, condividerò gli aggiornamenti più importanti oltre ai versi stessi. Perché ci tengo: la vostra compagnia è stata preziosa e utile per proseguire. Fino a questo punto.
Ora proporrò le poesie a una certa casa editrice che pubblica libretti da collezione. Non ci penso nemmeno a un approccio commerciale, anche perché la poesia non vende. Ciò che mi preme è la cura del libro.
I tempi di attesa, da come ho appurato per questo caso, possono allungarsi fio a cinque mesi. Una prassi normale.
Ma ci sono buffe coincidenze.
Strano che questa casa editrice chieda una raccolta di 15 poesie.
E che il sottoscritto abbia scritto la quindicesima poesia il 15 agosto, e che alcuni forse avranno letto in Parole Sporche, vista l'occasione particolare.
C'è qualcosa che mi sfugge?
Chissà.
Intanto, riprendo a lasciarvi le poesie di paglia. Vi lascio i soliti link (Poesie Ricorrenti e MYSPACE) per poter leggere meglio, e lascio a voi la curiosità delle varianti. Anche perché le ultime hanno un'impronta un po'... ermetica. Una sfida interiore, per me.
Ma come sempre tengo alla vostra voce.
Un abbraccio.

Vorrei. Mentre diviene una misteriosa verità con la persona che si ama, con lei soltanto, sempre. Ma come è possibile spezzare tutto questo? Com’è possibile spezzare una verità?
Voglio dare qualcosa.
Anche se talvolta non pare necessario: perché l’importante è esserci. In due.
Ma ci sono delle condizioni che non posso ignorare.
Dare sicurezza, non solo la certezza di un sentimento, non solo promesse, è qualcosa di più. Con la persona al mio fianco non posso escludere il futuro; anzi, sembra che il futuro già incida nel presente, ci metta alla prova.
Essere con lei. Avere tanta consistenza in lei; chissà se è possibile restituirla. La sofferenza che più sorprende è la consapevolezza di non potere ancora dare abbastanza; e questo pone scelte nette e dolorose.
Quel più che vorrei dare è tutto.
Ma non so cosa sia questo tutto, forse.
Tale pensiero pregiudica gli approcci. Il tentativo di sincerità, nell’incontro, non è sincerità vera e propria, non ancora. Ma è lecito tentare di essere sinceri con l’altro? Non è giusto porre prima una sincerità compiuta?
Quando l’unione avverrà, sarà appunto unione. E i gesti più naturali, discreti, sottili, quelli che però coinvolgono la chiara complicità con l’altro, l’intimità esclusiva e inequivocabile di un rapporto – come possono ripetersi con un’altra persona? Come possiamo di nuovo metterci in discussione ignorando la ferita di un precedente distacco? Come dimenticare?
L’unione, in questo tentativo di sincerità e onestà, è il desiderio personalissimo di un principio che duri per sempre. Come la ricerca della felicità dell’altra, di lei per esempio; il donare.
Altrettanto la sensualità è un porsi. Ed è già sincera, nell'attrazione, in pensieri persistenti. È un fatto: il voler prendere, stringere, e subito. Mi ispira quasi un’adorazione. Fame. Voracità, perfino, mai confessata.
Perché l’amore non è esistito, o non si è completato?
Perché quando è stato pronunciato Ti amo si mentiva?
Ecco la verità, indipendente, che esce fuori d’un tratto. Che rigetta tratto la parte debole, sentimentale, incantevole certo, ma falsa, di tutta l’unione. Non è stata una verità comune, affrontata insieme.
E che difficilmente si accetta.
La menzogna più grande.
Sotto le stelle. Poi,
con lieto balzo,
fra stelle. Ecco,
di ritrovarti spero
come una notte
felice, tutto il
mondo abbracciando.
La tua dimora
il cuore, che
s’avventura
pulsando maree.
Dolce, né il vuoto
ma un respiro bianco
fra alba e tramonto.
Rimasugli del tempo, tesori?
Perché spesso ha necessità, la memoria, di insabbiare tutto questo?
PENSIERI CORRENTI
![]()
Nome: Pietro Fratta
Sto scrivendo. Ho pubblicato qualcosa, qualche romanzo. A volte mi affido alle parole, e cerco d'affrontare un frammento consistente della mia realtà : la coscienza, che non potrà mai sopravvivere in assenza dei miei simili.
Ho un piccolo sogno:

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Amare?
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Odiare?
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