
Sarà il sole nel cielo sereno d'autunno: è più raro. Ha potere di dilatare gli spazi, il tempo.
Poi, alla prossima nuvola che lo disturberà, sentirò una mancanza. Penserò: "Di già?"
Non possiamo mica accontentarci.
Parole che provo a lasciare. Escono leggere da un pensiero che vive strane convergenze, in questi giorni.
Pensavo a un insegnamento, e prima ancora un’osservazione che ci fu posta, quasi fosse una provocazione; parole ancora oggi così vive e testimoniate, e che ricordo così: che merito c’è nell’amare chi ci ama?
Amare chi ci ama non è facile, spesso.
E soprattutto amare il prossimo è, sarà sempre una sorta di sfida straordinaria – ma anche ignorata o millantata con buonismi – a suo modo movimento di un mistero infinitamente più grande di noi. Amare il prossimo.
Ma mi sono chiesto, in questi giorni: quante volte resto a constatare dell’amore, dell’abbraccio dal prossimo su di me?
Che mi stringe, mi sorride? Che mi chiama?
Non ho fatto nulla, non merito, eppure sento il suo bene.
Il riscatto in sovrabbondanza inizia anche da questo.
Il tuo bene mi è vicino.
Amare il prossimo preclude una reciprocità che fatico a spiegarmi. O non voglio spiegarmi. Una presa di coscienza – una visione focalizzata per un momento più lungo – che c’è bene, ovunque, e gli appartengo.
Un padre, medico, pensatore, un vedovo; un padre che crede. È l’ultimo libro che ho scritto. Appena riveduto l’ho proposto a fine ottobre a una giovane casa editrice, una piccola ma stupenda realtà editoriale a cui affido questa speranza di pubblicazione. Dio nel fango, della medesima sostanza.
Un padre e suo figlio, ragazzino dolce, entusiasta sempre di tutto, vita sua.
Suo figlio che un giorno, inspiegabilmente, perde la dignità e la forza della sua giovinezza: s’irrigidisce. Diventa un vegetale, come gli dice la medicina. Il padre non accetta tutto questo. Non è possibile. Pretende una spiegazione. Pretende anzi un accadimento, un miracolo. Lo rapisce al mondo e lo porta in una sua vecchia proprietà. Una cascina, dove un tempo aveva trascorso l’infanzia.
E qui decide di innalzare un cumulo di pietre, strane pietre bianche disseminate nel terreno. Sopra cui innalzare una croce di legno, nera. E invocare il Padre. Il Padre presunto. Pretendere il Padre senza silenzi. Tanto gli è stato tolto nella vita, ora non più: il figlio deve restare con lui.
Ma non è solo. Come un’ombra dapprima, poi concreto e quasi onnipresente, un bambino paffutello proveniente dal bosco circostante lo assiste nell’impresa assurda. Pare leggergli nel pensiero e beffare le sue debolezze. Forse è proiezione del suo inconscio: insiste affinché l’uomo non continui ad ammucchiare pietre. Oppure spera che cada nell’Idolatria?
Magari è un’illusione. O forse – con sospetto sempre più forte mentre i giorni passano indebolendo ogni speranza – forse quel bambino è il diavolo.
È stato difficile scegliere il titolo; ma quando l’ho infine scritto mi è sembrato ovvio – una conclusione inevitabile e netta: Di Fronte a Me è tratto dal Deuteronomio. A pronunciarlo è l’Io Sono.
È stato uno dei romanzi più difficili. Ancora lo vivo. Certi momenti e alcune tensioni non le avevo mai provate. Ho pensato fosse un non-romanzo, e in certi tratti è forse così. Tuttavia ha una trama che si sviluppa: una piccola base essenziale che sostiene un insieme di pensieri e una convergenza di pensieri emozioni poesia che mi ha coinvolto totalmente. La narrazione è spezzata. Momenti ansiosi, dilatazioni, sguardi su un passato confuso.
Forse mai come in questo libro ho cercato la scrittura non solo come esclusivo mezzo d’espressione o costruzione di trame; ho cercato malamente una consapevolezza; un linguaggio ed esperienza in atto. Sempre lo stesso mistero che la logica non risolve. Chiaro e lancinante in vari tratti o nelle intenzioni, contraddittorio o impotente d’improvviso; con buona parte inconsapevole di me. E tutto me stesso durante la giornata in cui faticavo per ottenere la sera anche una sola riga: non la somma di esperienze ma – in continuità – il suggerimento del vissuto prossimo, la notte a venire. Poi la mattina, di nuovo.
Anche parlandone so di sbagliare e non essere fedele. Tradisco una religiosità ancora informe, quella che mi fece scegliere la letteratura.
Putrescente, fertile.
Scivola dalle mani e
ormai è penetrato nella pelle;
circola nel sangue dell’uomo,
nella sua rabbia.
PENSIERI CORRENTI
![]()
Nome: Pietro Fratta
Sto scrivendo. Ho pubblicato qualcosa, qualche romanzo. A volte mi affido alle parole, e cerco d'affrontare un frammento consistente della mia realtĂ : la coscienza, che non potrĂ mai sopravvivere in assenza dei miei simili.
Ho un piccolo sogno:

Amo
Amare?
Odio
Odiare?
Foto
| Vedi altri media |
Libri e musica
LIBRI:
La vita felice, Seneca
MUSICA:
Sinfonia n.2, Brahms,
Superunknown, Soundgarden
Sogni
Condividere.
Pensieri distratti
CREDITS!
Template pasticciato da
Stexillusion
Lo trovi su
Pasticcigrafici - Stexillusion's
Immagine tratta dal book del mio viaggio a Berlino! ^__^
Hosting per le immagini
Altervista
e
Photobucket
Blog hosting, ovvio,
Splinder

Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Il mio blog
"E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera" (Dino Campana, Canti Orfici)
Passato
aprile 2009
febbraio 2009
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
Categorie
amicizia
amore
animazione
arte
ateismo
cinema
comunicazione
diavolo
dio
intimit
intimitĂ
ispirazione
mondo
morte
musica
odio
pensiero
piaceri
poesia
politica
religione
scherzo
scrivere
segnalazioni
societĂ
speranza
sport
terrore
variazioni
vecchiaia
vita
Ultimi commenti
acquamarina67 in IL CARO FORSE
Tagboard
Visite
*loading* visitatori sono passati di qui
Leggo anche
ambricourt
AMEMI
AnnaVercos
Apologetica
Asia News
ATTIVISSIMO
Avvenire è Vita
Berlicche
BOOKSWEB
Carlo Panella
Concepts Books - ARPANET
Contro la Leggenda Nera
Cultura Cristiana
Cultura Nuova
Faber's place
Fabio Cavallari
FARI SPENTI
Fondazione Magna Carta
GALASSIA LIBRI
Gino
I libri in testa (blog)
latangerina
LiberiDallaForma
Libero Arbitrio
Libri Metropolitani
Libri&dintorni
NeoNeiga
NihilAlieno
Notizie Bioetica
Piergiorgiomariotti.it
Pseudo Pensieri Di Una Mente Banale
Pubblicano
Rapsodie Invernali
SAFE
SimonaV
Upi la Nuova
UPI.2
ZAMPANERA editore

Il mio blog vale 20.323,44 dollari.
Quanto vale il tuo blog?
http://tbn0.google.com/images?q=tbn:6w5vawvFCGiGyM:http://www.itacalibri.it/System/13688/ISBN881721111_1.jpg