
NOMINATO, DI NUOVO (DURA LA VITA)
Se questi giochini sono veloci mi piacciono, lo ammetto. Regole del Gioco
Anche se l'elenco in realtà pretende almeno un minimo di sincera riflessione. Una classifica è composta di esclusioni e selezioni, mica facile.
Vabbè, abbiate pazienza.
1. indicare chi è "l'amico traditore" che ti ha coinvolto in tale impresa
2. citare 6 cose che ti piace fare;
3. coinvolgere altre 6 persone;
4. comunicare loro l'onore di essere stati scelti;
sono stato nominato per questo gioco da
Sabatino
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Le Sei cose che amo fare, in ordine sparso:
1. Scrivere (ma pensa...)
2. Cercare il Signore (il che non è sempre piacevole, pare), perciò cercando di amare
3. Leggere (ma guarda...)
4. Godermi tutte le stagioni, senza mai rinunciare al caffè del mattino.
5. Le lunghe conversazioni con amici, le notti d'estate, con la necessaria molestia delle zanzare
6. Stringere, darmi, avere, dal risveglio al sonno, nella realtà e nel sogno, la persona amata. (e questo, ovviamente, è un messaggio subliminale)
Nomino:
UPI (tiè)
La Duchessa
Luke Fante
Max
Faber (così, dai, per rompere il ghiaccio)
L'Assassina delle Barbie tutte.
Buon scherzo a tutti.
Poi ritorno a immaginarti intera, come tanto ti ho vista e ancor più desidero vedere, e respiro aria fresca, odori nuovi, la tua offerta generosa - e mentre ti allontani da odori stantii da cui hai voluto liberarti, avanzi e accetti il nostro abbraccio intimo. E non devo più vedere.

A voi l'osservazione personale. Ce ne sarebbero di considerazioni da fare su alcuni contesti.
Attenzione a non inciampare su troppi punti.
«Mentre l’inventario dei grafemi e le regole della loro combinazione è stato abbastanza stabile nel corso dei secoli, lo stesso non si può assolutamente dire per la punteggiatura» (Maraschio 1995), ma, al di là dei cambiamenti storici, ora interessa segnalare alcuni tratti dell’uso e delle norme attuali, ricordando peraltro che la punteggiatura riguarda esclusivamente l’organizzazione sintattica del testo scritto.
Il punto (anticamente punto fermo, maggiore, stabile, finale o periodo) si usa per indicare una pausa forte che segnali un cambio di argomento o l’aggiunta di informazioni di altro tipo sullo stesso argomento. Si mette in fine di frase o periodo e, se indica uno stacco netto con la frase successiva, dopo il punto si va a capo. Il punto è impiegato anche alla fine delle abbreviazioni (ing., dott.) ed eventualmente al centro di parole contratte (f.
lli, gent. mo), ricordando che in una frase che si concluda con una parola abbreviata non si ripete il punto (presero carte, giornali, lettere ecc. Non presero i libri).
«Non è raro, nello scrivere moderno, l’uso del punto fermo dove una volta si sarebbero messi i due punti o anche il punto e virgola. Su ciò non possono darsi regole fisse: il prudente arbitrio dello scrittore giudicherà in ogni caso quel che convenga meglio» (Malagoli 1905: 133).
La virgola (detta nel passato anche piccola verga) indica una pausa breve ed è il segno più versatile, «può infatti agire all’interno della proposizione, ma può anche travalicarne i confini e diventare elemento di organizzazione del periodo nella sua funzione di cesura fra le diverse proposizioni» (Biffi 2002).
-Si usa, o almeno si può usare, la virgola: negli elenchi di nomi o aggettivi, negli incisi (si può omettere, ma se si decide di usarla va sia prima sia dopo l’inciso); dopo un’apposizione o un vocativo e anche prima di quest’ultimo se non è in apertura di frase (Roma, la capitale d’Italia. Non correre, Marco, che cadi). Nel periodo si usa per segnalare frasi coordinate per asindeto (senza congiunzione, es: studiavo poco, non seguivo le lezioni, stavo sempre a spasso, insomma ero davvero svogliato), per separare dalla principale frasi coordinate introdotte da anzi, ma, però, tuttavia e diverse subordinate (relative esplicative, temporali, concessive, ipotetiche, non le completive e le interrogative indirette). Le frasi relative cambiano valore (e senso) a seconda che siano separate o meno con una virgola dalla reggente: gli uomini che credevano in lui lo seguirono cioè ‘lo seguirono solo quelli che credevano in lui’ è una relativa limitativa; gli uomini, che credevano in lui, lo seguirono, ovvero ‘lo seguirono tutti gli uomini perché credevano in lui’, è una relativa esplicativa.
- La virgola non si mette: tra soggetto e verbo (se altre parole si frappongono tra questi due elementi occorre prestare più attenzione); tra verbo e complemento oggetto; tra il verbo essere e l’aggettivo o il nome che lo accompagni nel predicato nominale; tra un nome e il suo aggettivo.
Il punto e virgola (punto acuto, punto coma) segnala una pausa intermedia tra il punto e la virgola e il suo uso spesso dipende da una scelta stilistica personale. Si adopera soprattutto fra proposizioni coordinate complesse e fra enumerazioni complesse e serve a indicare un’interruzione sul piano formale ma non sul piano dei contenuti («il capo gli si intorbidò di stanchezza, di sonno; e rimise la decisione all’indomani mattina», A. Fogazzaro, Piccolo mondo moderno).
I due punti (punto addoppiato, doppio, piccolo) avvertono che ciò che segue chiarisce, dimostra o illustra quanto è stato detto prima. Serianni 1989: I 222 riconosce quattro funzioni dei due punti che sembra utile riprendere: sintattico-argomentativa (si introduce la conseguenza logica o l’effetto di un fatto già illustrato); sintattico-descrittiva (si esplicitano i rapporti di un insieme); appositiva (si presenta una frase con valore di apposizione rispetto alla precedente); segmentatrice (si introduce un discorso diretto in combinazione con virgolette e trattini). I due punti introducono anche un discorso diretto (prima di virgolette o lineetta) o un elenco.
Il punto interrogativo (punto domandativo, «che con linea sopra capo... ma tortuosa, si segna», A.M. Salvini, Prose toscane, 1735), si usa alla fine delle interrogative dirette, segnala pausa lunga e l’andamento intonativo ascendente della frase.
Il punto esclamativo (affettuoso, patetico, degli affetti, ammirativo) è impiegato dopo le interiezioni e alla fine di frasi che esprimono stupore, meraviglia o sorpresa; segnala una pausa lunga e l’andamento discendente della frase.
-I punti esclamativo e interrogativo possono essere usati insieme, soprattutto in testi costruiti su un registro brillante, nei fumetti o nella pubblicità.
I puntini di sospensione si usano sempre nel numero di tre, per indicare la sospensione del discorso, quindi una pausa più lunga del punto. In filologia, i puntini, posti fra parentesi quadre, servono a segnalare l’omissione di lettere, parole o frasi di un testo riportato (Malagoli 1912 scriveva: «se indicano un’omissione di lettere in una parola, sono tanti i puntini quante le lettere che mancano»).
Il trattino può essere di due tipi: lungo si usa al posto delle virgolette dopo i due punti per introdurre un discorso diretto o, in alternativa a virgole e parentesi tonde, si può usare in un inciso; breve serve invece a segnalare un legame tra parole o parti di parole e compare infatti per segnalare che una parola si spezza per andare a capo, per una relazione tra due termini (il legame A-B), per unire una coppia di aggettivi (un trattato politico-commerciale), di sostantivi (la legge-truffa), di nomi propri (l’asse Roma-Berlino), con prefissi o prefissoidi, se sono composti occasionali (per cui il fronte anti-globalizzazione ma l’antifascismo) e infine in parole composte (moto-raduno, socio-linguistica) in cui tendono a prevalere, però, le grafie unite.
La sbarretta serve a indicare l’alternativa tra due possibilità (scelga il mare e/o la montagna) e nelle date è usata al posto del trattino.
L’asterisco si usa per un’omissione (nel numero di tre consecutivi: non voglio parlare di quel ***) o in linguistica per segnalare che la parola o la frase non è grammaticalmente corretta o è una forma ricostruita teoricamente ma non attestata.
Le virgolette possono essere alte (" "), basse o sergenti (« »), semplici o apici (‘ ’). Alte e basse si usano indifferentemente per circoscrivere un discorso diretto o per le citazioni. Possono anche essere usate per prendere le distanze dalle parole che si stanno usando (e nel parlato si dice infatti «tra virgolette»). Possono essere sostituite spesso con il corsivo, che si usa per parole straniere o dialettali usate in un testo italiano e in citazioni brevi. Le virgolette semplici si adoperano più raramente soprattutto per indicare il significato di una parola o di una frase. In generale, sulla stampa la scelta delle virgolette è fortemente determinata dalle singole regole editoriali.
Le parentesi tonde si usano per gli incisi, in concorrenza con virgole e trattino lungo. Le parentesi quadre servono, ma assai raramente, per segnalare un inciso dentro un altro inciso composto con tonde (quindi al contrario di quanto avviene in matematica le parentesi quadre sono dentro le tonde) oppure racchiudono tre puntini di sospensione per segnalare, come già detto, un’omissione.
Infine, una raccomandazione sull’incontro tra diversi segni di punteggiatura: eventuali punti esclamativi o interrogativi vanno posti prima del segno di chiusura di parentesi, virgolette o trattino lungo (Con te non parlerò mai più! - urlò fuggendo per le scale), gli altri segni vanno posti dopo la parentesi chiusa: non vi parlerò a vuoto (se avrete la grazia di ascoltarmi), ma vi porterò prove tangibili della mia innocenza. Per le virgolette e il trattino la posizione degli altri segni interpuntivi è meno rigida e può dipendere ancora una volta da singole scelte editoriali. Sul valore di una punteggiatura ben scelta si può concludere citando G. Leopardi, che scriveva nel 1820 a Pietro Giordani: "Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l’avarizia de’ segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt’un periodo. Oltre che il tedio e la stanchezza del povero lettore che si sfiata a ogni pagina, quando anche non penasse a capire, nuoce ai più begli effetti di qualunque scrittura".

C'è una quota di iscrizione, in effetti, ma include l'abbonamento a una rivista culturale. Mi pare una proposta da considerare.
La Giuria vanta il nome di prestigio di Maria Luisa Spaziani.
La GIURIA del Premio è composta da alcuni tra i più importanti poeti italiani viventi: Maria Luisa Spaziani (Presidente), Dante Maffia, Salvatore Martino, Elio Pecora, Angelo Sagnelli.
I testi dovranno pervenire ENTRO IL 31 MAGGIO 2008, all’indirizzo: Edizioni Progetto Cultura 2003, Casella Postale 746 - 00144 Roma.
La premiazione si terrà nel dicembre 2008, presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma Più libri, più liberi.
Il Presidente della giuria, Maria Luisa Spaziani, che è stata tre volte candidata al Nobel per la Letteratura, dedica al Premio un suo aforisma: «Il poeta è un sognatore che ce l’ha fatta».
Il regolamento del Premio, pubblicato di seguito, è anche scaricabile in una versione stampabile al seguente indirizzo:
http://www.linfera.it/downloads/bando_linfera_2008.pdf
Art. 1) Edizioni Progetto Cultura 2003 e «línfera» periodico per la Neorinascenza letteraria, per sostenere e promuovere la rivista, indicono il Premio Nazionale di Poesia Quaderni di línfera, da attribuire a opere originali in lingua italiana.
Art. 2) Per partecipare al Premio è necessario abbonarsi a «línfera», eseguendo un versamento di 12 euro sul C/C postale n. 52028743 intestato a Edizioni Progetto Cultura 2003 S.r.l., via San Roberto Bellarmino, 6 - 00142 Roma, e inserendo nella causale la dicitura «Abbonamento a “línfera”».
Art. 3) Il Premio è suddiviso in due SEZIONI: A) silloge di poesie inedite; B) singola poesia inedita. È possibile partecipare al Premio in una sola SEZIONE.
Art. 4) Per quanto concerne la SEZIONE A), la silloge dovrà essere costituita da circa 25 poesie; per quanto concerne la SEZIONE B), dovranno essere inviate al massimo 3 poesie.
Art. 5) Per entrambe le SEZIONI gli elaborati dovranno pervenire in 6 copie dattiloscritte, di cui una sola dovrà riportare sul frontespizio: nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo, telefono, e-mail e firma dell’autore. Tutto il materiale dovrà essere inviato ANCHE in formato elettronico, a scelta tra DOC, RTF, ODT, SXW, in un unico file registrato su CD-ROM.
Art. 6) Il plico di cui all’Art. 4) dovrà pervenire, ENTRO IL 31 MAGGIO 2008 (farà fede il timbro postale), all’indirizzo: Edizioni Progetto Cultura 2003, Casella Postale 746 - 00144 Roma. I partecipanti dovranno, inoltre, allegare fotocopia della ricevuta del versamento postale di cui all’Art. 2) qualora si tratti di nuovi abbonati.
Art. 7) La GIURIA del Premio è composta come segue: Maria Luisa Spaziani (Presidente), Dante Maffia, Salvatore Martino, Elio Pecora, Angelo Sagnelli.
Art. 8) Per le fasi preliminari di selezione dei finalisti, la GIURIA si avvale della collaborazione della Redazione di «línfera»: Francesco Lioce, Luca Morricone, Roberto Raieli, Marzia Spinelli, Antonietta Tiberia.
Art. 9) I premi saranno così attribuiti: il vincitore scelto tra 3 finalisti della SEZIONE A) avrà diritto a un contratto editoriale per la pubblicazione gratuita di un libro di poesia nella nuova collana Quaderni di línfera di Edizioni Progetto Cultura 2003; il vincitore scelto tra 3 finalisti della SEZIONE B) avrà diritto a un’intera colonna nella pagina di poesia di «línfera» per la pubblicazione dei suoi componimenti.
Art. 10) Una selezione di componimenti dei finalisti di entrambe le SEZIONI, nonché degli altri partecipanti ritenuti meritevoli, sarà pubblicata nell’antologia del Premio.
Art. 11) La premiazione si terrà nel dicembre 2008, presso la Fiera della piccola e media editoria di Roma Più libri, più liberi. Durante la cerimonia sarà presentata l’antologia del Premio. Le opere individuali dei vincitori delle SEZIONI A) e B) saranno pubblicate entro il 2009.
Art. 12) L’organizzazione del Premio si riserva la facoltà di variare luogo e data della premiazione, nonché altri dettagli tecnici, nell’eventualità di cause di forza maggiore.
Art. 13) Dei risultati del Premio sarà data notizia tramite la stampa e internet. Tutte le informazioni relative al Premio, la data della premiazione e ulteriori dettagli saranno reperibili sul sito di «línfera»: www.linfera.it; e sul sito di Edizioni Progetto Cultura 2003: www.progettocultura.it.
Art. 14) I vincitori del Premio saranno segnalati per una eventuale partecipazione al programma Poesia. Lo specchio di Calliope di Sat8 TV – Canale Sky 859.
Art. 15) Il giudizio della GIURIA è inappellabile. Le opere inviate non saranno restituite. I finalisti saranno tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione. La partecipazione alla cerimonia non prevede rimborso spese.
Art. 16) L’autore deve essere l’unico titolare dei diritti relativi alle opere inviate al Premio. Edizioni Progetto Cultura 2003 S.r.l. acquisisce i diritti relativi all’utilizzo delle opere in oggetto unicamente per la pubblicazione nell’antologia del Premio.
Art. 17) I partecipanti, con la firma e l’invio delle opere, accettano integralmente il presente REGOLAMENTO, e autorizzano il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.
Art. 18) «Il poeta è un sognatore che ce l’ha fatta» (aforisma di Maria Luisa Spaziani).

Ho penetrato con gemito
E ritrovo qualcosa di me, così facilmente identificabile in apparenza quanto lontano, un po' freddo.
L'amore Odioso.
nel buio,
Dio ha stretto la mano
spremuto forte
e il succo già torbido
in gola s’è bloccato;
l’anima mia premuta sulla tua
il godimento ho rischiato;
il corpo rifiutava cocciuto
di restare in un mondo
già consunto
e senza angoli
se l’amore non avesse ancora
infierito.

PENSIERI CORRENTI
![]()
Nome: Pietro Fratta
Sto scrivendo. Ho pubblicato qualcosa, qualche romanzo. A volte mi affido alle parole, e cerco d'affrontare un frammento consistente della mia realtà : la coscienza, che non potrà mai sopravvivere in assenza dei miei simili.
Ho un piccolo sogno:

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Amare?
Odio
Odiare?
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Sinfonia n.2, Brahms,
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