amore | Pensieri Correnti

domenica, 26 aprile 2009
10:57

IL CARO FORSE

Forse l'amore è l'ultima e vera sacralità rimasta.
E può essere veramente tutto.
Più che sufficiente.

amore

Scritto da < Pietro >

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mercoledì, 27 agosto 2008
11:58

L'ESTATE STA FINENDO...

Dovrei essere tornato, più o meno.
Traducete questi:

SIGH....
SOB...


E, come spesso pronuncia Zio Paperone:

ME TAPINO!

Ma con tanta tanta tanta riconoscenza e stima a chi mi ha permesso di passare due settimane splendide.

Buon rientro a tutti!

Vostro
Pié

amore, amicizia

Scritto da < Pietro >

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sabato, 02 agosto 2008
16:23

SORRISI

Sorridi di gioia mattutina.
Il tuo sguardo, appagato e assonnato,
ritorna in me. Ancora dormirei
per ritrovarti in quella dolce indolenza.

Siamo esausti della vita fuori. Sotto
la luce nuova è l'ordine
di passi frenetici, pensieri timorosi
al primo vento. Noi attardiamo il nostro
tempo: cerchiamo il calore della pelle,
e son belle le nostre voci lontane.
Nel tuo sorriso ho il mondo

poesia, amore

Scritto da < Pietro >

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giovedì, 17 luglio 2008
18:23

LA POESIA ITALIANA...

... Nasce dall'Amore.
Ne sono convinto.
O forse la poesia in genere nacque dall'amore.
Credo tuttavia che il nostro Paese sia un caso specifico e abbia un inizio evidente in tal senso.
A presto le prove.

P.S.
Si dice che la poesia italiana, oltre alla più ricca del secolo appena passato, sia fra le più alte al mondo. O forse la più alta. Non ho cultura a sufficienza per confermarlo. Però qualche indizio c'è.

AGGIORNAMENTO.
Il computer mi salta continuamente, e salvo rare occasioni la mia presenza è più inconsistente di un fantasma in un castello che tuttavia si danna per farsi vivo.
Ecco. Abbiate pazienza.



Pensieri Correnti

poesia, amore

Scritto da < Pietro >

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martedì, 17 giugno 2008
11:03

BACIO PERUGINA

Anonimo
(Data di scadenza del bacio: non specificato. Certi ingredienti durano più del cacao e dello zucchero.)
Oggi è il 17.

amore, intimità

Scritto da < Pietro >

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lunedì, 09 giugno 2008
09:42

UNA POSTILLA

L'amore sopravvissuto all'adolescenza conosce una sorte di empatia rassegnata: quella della debolezza nell'altro, tanto più stanca e difficile da accettare quanto inevitabile. Difficile dismettere l'amore: nella persona oggetto di bene si ravvisa ora la propria fallibilità, una debolezza spesso insulsa e inspiegabile; e non vi sono motivazioni forti e serene per affrancarsene. Perché non si riesce a smettere di amare.


Pensieri Correnti
(postilla al libro La spada di Mishima, di Christopher Ross, pag.221)
 

amore, ispirazione

Scritto da < Pietro >

commenti

giovedì, 10 aprile 2008
10:39

LA VISTA.

Provo a leggere un po' di te in tua assenza. Provo ad adocchiare dal tuo passato le speranze, i colori, l'ironia dai pensieri schietti che hai lasciato, che hai scritto altrove. Quello che vedo è un passato limitato dalle parole e dall'ignoranza l'una dell'altro, perché non sapevamo delle nostre esistenze; ma ogni parola provo a immaginarla come un ingrediente minimo di un giorno, di qualcosa che ti balenava in mente.
Poi ritorno a immaginarti intera, come tanto ti ho vista e ancor più desidero vedere, e respiro aria fresca, odori nuovi, la tua offerta generosa - e mentre ti allontani da odori stantii da cui hai voluto liberarti, avanzi e accetti il nostro abbraccio intimo. E non devo più vedere.


Pensieri Correnti

amore

Scritto da < Pietro >

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martedì, 04 marzo 2008
10:21

TANTI MODI

Ho la felicità riposta in te,
dove abbiamo rossa e profonda
la parola nascosta.
E quando ti ritrovo ho tutto
di me, realtà e sogni bianchi,
il lenzuolo odoroso
di una vita che più è segreta
più è benedetta dalla passione
nostra,
dall'anello di Dio.

poesia, amore

Scritto da < Pietro >

commenti (4)

giovedì, 21 febbraio 2008
11:15

ALDA

Avevo visto il suo nome fra le firmatarie famose a un appello forte, un po' retorico e ovviamente "contro" tutto. Anche contro il dialogo e il vero confronto, aggiungerei.
La cosa mi aveva lasciato sconcertato, un po' in pensiero. O meglio, avendo letto qualcosa di lei - che davvero si fa conoscere tramite la sua poesia, che viene dal suo corpo, dalla sua anima - mi sembrava un incredibile controsenso, come se avessi notato la firma di Lidia Ravera a un appello stilato dal Movimento per la vita. Più o meno, ecco.
Un piccola delusione.
Ora, per fortuna, la cosa si è ridimensionata. Lo posto qui, e non in Parole Sporche dove il tema sarebbe più appropriato, proprio perché la poesia sta... nel mezzo. Cioè nella vita.


ALDA MERINI: MAI FIRMATO UN MANIFESTO PRO-ABORTO

DI LUCIA BELLASPIGA
Avvenire, 17 febbraio 2008

Bestemmie che lasciano senza parole. Così la poetessa Alda Merini, 'reclutata' insieme ad altre dieci 'donne autorevoli' come firmataria di una lettera pro aborto (titolo 'Il Papa oscurantista contro le donne e contro la scienza', in uscita nel prossimo numero di Micromega e già abbondantemente reclamizzata), prende radicalmente le distanze dal testo e, anzi, nega di averlo mai sottoscritto.

«Mi ha telefonato una voce femminile e mi ha chiesto se sarei stata d’accordo con un appello a favore delle donne e dei loro diritti fondamentali. Ho risposto che ovviamente i diritti vanno salvaguardati, ma non ho firmato alcunché e d’altra parte mai mi sognerei di annoverare l’aborto tra i diritti. Semmai posso arrivare ad accettare che sia una dolorosa necessità in casi davvero estremi, ma figuriamoci se Alda Merini, la cui biografia è tutto un inno alla maternità, chiede la pillola abortiva libera alla portata delle ragazzine... ».

Dunque nessun appello ai partiti del centro-sinistra?
Figuriamoci, se c’è una cosa che proprio non conosco è la politica!
Io non parlo di cose che non conosco... L’errore della politica è proprio questo, vuol parlare di cose che non sa e che non le competono, come la vita e la morte di un figlio.

La lettera parla di 'offensiva clericale contro le donne', di una 'vera e propria crociata bigotta'...
Non è un mistero che la Chiesa in passato è stata anche più che bigotta nei confronti delle donne, per secoli cacciate, esorcizzate, viste come demoni. Ma questi sono gli errori degli uomini, Cristo invece è andato loro incontro, le ha amate, una delle colpe che lo ha portato alla crocifissione è di aver parlato con le donne quando ancora era loro vietato toccare i testi sacri, di aver accolto le peccatrici dando scandalo ai farisei. Della Maddalena ha fatto la sua discepola diletta, la prima che lo vide risorgere. E, per tornare ai nostri giorni, Papa Wojtyla ha abbracciato le donne, ha chiesto loro perdono per gli errori del passato.

Quanto al diritto all’aborto?
Io non giudico una madre disperata che, di fronte all’ipotesi di mettere al mondo un figlio gravemente deforme, non si sente in grado di accettarlo. Non giudico perché posso capire la debolezza umana.
Ma il vero diritto di una donna è quello alla maternità: il figlio è il più grande atto d’amore e il suo mistero resta intatto. L’occasione che la madre dà al suo bambino è ogni volta un miracolo, ed è una bestemmia negare tutto questo in nome di un femminismo che è l’opposto dell’essere femmina, nel senso più alto del termine.

Lei ha avuto quattro figli...
Mi avevano detto che ero sterile, così ho fatto ogni genere di cura, a quei tempi non c’erano che trattamenti termali e poco altro... Fatto sta che grazie a Dio sono diventata madre. Eppure quando aspettavo mia figlia Barbara stavo malissimo, ero stata in manicomio, avevo subìto l’elettrochoc, tanto che un medico mi 'consigliò' di rinunciare alla gravidanza: rifiutai naturalmente l’aborto (clandestino) e lottai con i denti per la mia creatura.
Una vera madre di fronte alle difficoltà non rinuncia al figlio, combatte come una leonessa per lui.
Donne come la Dama Bianca e Mina per la maternità hanno sfidato il mondo, il giudizio della società, perfino il carcere, e i pregiudizi anche da parte della Chiesa, questo è vero, ma io penso che se non facciamo capo alla misericordia di Dio non abbiamo capito nulla.

La lettera chiede anche che ai bambini fin dalle elementari sia insegnata l’educazione sessuale.
Per carità, lasciamo ai bambini i loro sogni, lasciamo che crescano nello stupore. Sarà la vita a svegliarli anche troppo in fretta.

Qual è il suo contro-appello alle firmatarie della lettera, donne famose come Margherita Hack, Dacia Maraini, Fiorella Mannoia, Lidia Ravera?
La creazione del mondo si ripete ad ogni nascita, il bambino non si può annientare, nasce da un atto di poesia... Davide Maria Turoldo, quando prese in braccio la mia prima figlia Manuela, mi disse «è la tua poesia più bella». Queste donne se la prendono con la Chiesa, ma io dico che certi rigori invernali sono caduti o stanno cadendo, ora è primavera, tempo di mandorli in fiore. Della Chiesa si può rifiutare l’autoritarismo, non l’autorevolezza.

Morale?
Queste controversie su vita o morte di un figlio mi lasciano senza parole. Noi un tempo ci donavamo al nostro compagno con tutta la dedizione corpo-spirito e il bambino era una benedizione. Non so niente di pillola abortiva o del giorno dopo: non erano di moda... Le donne giovani che mettono in bocca all’anziano certe parole sbagliano, perché noi eravamo ben lontani da questo 'utilizzo' del bambino. Posso soltanto dire che dopo i dolori del parto subito dimenticavo quella crocifissione per gioire della vita nuova. Non sono in grado di dare altri giudizi e sono ben lontana dal fare politica o dall’essere femminista, solo vorrei che tra uomo e donna si stabilisse quell’intesa meravigliosa che si chiama amore, in cui il figlio rappresenta la chiave della verità.

amore

Scritto da < Pietro >

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mercoledì, 06 febbraio 2008
09:19

PICCOLE FOLLIE

La piccola follia di uno scrittore può essere questa: imbrigliare, fra le virgolette, i punti a capo, i monologhi, qualcosa di sé che, nell'incontro con il lettore, con l'Altro, diventa questo:

cielo
Chiuse le virgolette.

scrivere, amore, ispirazione

Scritto da < Pietro >

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lunedì, 21 gennaio 2008
22:34

DI SEGRETA GIOIA

È successa la mia
segreta gioia. Tu.
Di baci oltre la distanza,
che ancora verranno;
di giorni sconosciuti,
voluti.
Ho la tua dolcezza,
che forse conosci poco:
non sai del tuo sguardo
notturno, di sogni
che posso carezzare
al risveglio, guardandoti.

E so allora che questi
silenzi
non fanno paura,
mi orientano verso te:
nella nostra stretta
di luce mattutina.

poesia, amore, intimità

Scritto da < Pietro >

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mercoledì, 19 dicembre 2007
10:10

FEDE, FIDUCIA

Avere fiducia di una persona.
Ma provare fede?
Fede in una persona?

Davvero è inconciliabile?
O al contrario è manifestazione vera e forte di amore?

amore, amicizia, intimità

Scritto da < Pietro >

commenti (29)

mercoledì, 14 novembre 2007
21:45

DI FRONTE A ME

Un padre, medico, pensatore, un vedovo; un padre che crede.
Un padre e suo figlio, ragazzino dolce, entusiasta sempre di tutto, vita sua.
Suo figlio che un giorno, inspiegabilmente, perde la dignità e la forza della sua giovinezza: s’irrigidisce. Diventa un vegetale, come gli dice la medicina. Il padre non accetta tutto questo. Non è possibile. Pretende una spiegazione. Pretende anzi un accadimento, un miracolo. Lo rapisce al mondo e lo porta in una sua vecchia proprietà. Una cascina, dove un tempo aveva trascorso l’infanzia.
E qui decide di innalzare un cumulo di pietre, strane pietre bianche disseminate nel terreno. Sopra cui innalzare una croce di legno, nera. E invocare il Padre. Il Padre presunto. Pretendere il Padre senza silenzi. Tanto gli è stato tolto nella vita, ora non più: il figlio deve restare con lui.
Ma non è solo. Come un’ombra dapprima, poi concreto e quasi onnipresente, un bambino paffutello proveniente dal bosco circostante lo assiste nell’impresa assurda. Pare leggergli nel pensiero e beffare le sue debolezze. Forse è proiezione del suo inconscio: insiste affinché l’uomo non continui ad ammucchiare pietre. Oppure spera che cada nell’Idolatria?
Magari è un’illusione. O forse – con sospetto sempre più forte mentre i giorni passano indebolendo ogni speranza – forse quel bambino è il diavolo.


È l’ultimo libro che ho scritto. Appena riveduto l’ho proposto a fine ottobre a una giovane casa editrice, una piccola ma stupenda realtà editoriale a cui affido questa speranza di pubblicazione.
È stato difficile scegliere il titolo; ma quando l’ho infine scritto mi è sembrato ovvio – una conclusione inevitabile e netta: Di Fronte a Me è tratto dal Deuteronomio. A pronunciarlo è l’Io Sono.
È stato uno dei romanzi più difficili. Ancora lo vivo. Certi momenti e alcune tensioni non le avevo mai provate. Ho pensato fosse un non-romanzo, e in certi tratti è forse così. Tuttavia ha una trama che si sviluppa: una piccola base essenziale che sostiene un insieme di pensieri e una convergenza di pensieri emozioni poesia che mi ha coinvolto totalmente. La narrazione è spezzata. Momenti ansiosi, dilatazioni, sguardi su un passato confuso.
Forse mai come in questo libro ho cercato la scrittura non solo come esclusivo mezzo d’espressione o costruzione di trame; ho cercato malamente una consapevolezza; un linguaggio ed esperienza in atto. Sempre lo stesso mistero che la logica non risolve. Chiaro e lancinante in vari tratti o nelle intenzioni, contraddittorio o impotente d’improvviso; con buona parte inconsapevole di me. E tutto me stesso durante la giornata in cui faticavo per ottenere la sera anche una sola riga: non la somma di esperienze ma – in continuità – il suggerimento del vissuto prossimo, la notte a venire. Poi la mattina, di nuovo.
Anche parlandone so di sbagliare e non essere fedele. Tradisco una religiosità ancora informe, quella che mi fece scegliere la letteratura.


Dio nel fango, della medesima sostanza.
Putrescente, fertile.
Scivola dalle mani e
ormai è penetrato nella pelle;
circola nel sangue dell’uomo,
nella sua rabbia.

poesia, scrivere, amore, vita, dio , religione, comunicazione, intimità

Scritto da < Pietro >

commenti (24)

mercoledì, 10 ottobre 2007
19:01

HAI NOTATO?

Hai notato?
Certe parole si adattano a tutto. E poi dicono che l'intonazione non c'entra nulla. Ma anche i suoni si leggono.
Con certe parole puoi descrivere l'amore come la malattia più subdola che esista; puoi chiedere della morte come del sogno più intimo; fare ironia dei due termini confusi, e della follia; o – che ne so – nascondere dietro la parola "nuvola" la tua tempesta più violenta: l'importante è aggiungervi "candida".
Ecco, di questi toni e delle parole sono stanco. Ma proprio in questo momento preciso è chiaro che non riesco a farne a meno: di scrivere rivolgendomi a te. Perché lo so che un suono mio lo percepisci, e presto adocchierai ancora da queste parti.
Della nostra condivisione occultata ho ancora un entusiasmo così forte… Hai notato "ancora"? Come se l'entusiasmo rischiasse di esaurirsi presto; e i puntini di sospensione, preceduti da "così"? Rendono quel "forte" inesprimibile e un tantino nostalgico.
Oppure questi dubbi:
E il nostro bene? E gli umori, gli amori, quale amore?
Qui è più parlata, la scrittura, ma le virgole spezzano un ritmo anziché svilupparlo bene. Perché un concetto di troppo le disturba, poverine. Tutta colpa di quel "quale" che offre un inequivocabile, fastidioso nome singolare dopo due plurali. E che non riporto ora per prudenza.
D'altronde qualcosa deve esserci, di fittizio, fra quei due punti interrogativi. O di tremendamente vero.
Chissà. Forse.
Quel che volevo dire, fin dall'inizio, è che serbo un bene inevitabile per le parole, perché aiutano a esprimere altri beni. La loro presenza è di una bellezza disturbante; e io non ne sarò mai degno, ma con serenità. Sanno anche raccontare di fiabe e incubi: sono così reali… così Noi...
Ecco, qui sopra ho abusato dei puntini di sospensione e m'è scappata una lettera più grossa e autoritaria delle altre. Com'è possibile che una lettera sia più forte delle parole? Mistero. Ma voglio anch'io lasciare tutto intatto come m'è venuto. È una libertà rischiosa, lo so, anzi: me ne sono appena concessa un'altra e non posso svelarla.

Di che cosa ho parlato? Di nulla.
Ho accennato ai toni delle parole, a costrutti buffi, all'ironia forse stentata. E dimenticavo quasi di inserire il vero nucleo di tutto il discorso, l'appunto trascritto quando ero fuori a passeggiare, poco fa:

"Buffo cercare rifugio dove non ci sono mura."

E ovviamente non mi sforzo nemmeno di far notare le virgolette e il corsivo. Ah, l'ho appena fatto…

Insomma tu saprai.
E ora aggiungo – finalmente – che scrivo con toni e ritmi sciocchi un discorso così, campato appena, perché in realtà sto guardando. Le parole sono suono. Ma sono anche vista.

Sto guardando, di nuovo, Te.

Hai notato la "T" maiuscola?

scrivere, amore, scherzo, intimità

Scritto da < Pietro >

commenti (147)

domenica, 16 settembre 2007
11:15

QUEL TUTTO

E se una sola carne
da due
da un incontro
negasse il cielo
ripiegando le dita
e immergesse
nella terra
il respiro?

Cosa seppellirebbe?

E cosa vorresti far
nascere, tu,
in una stagione
che non riconosci
e brucia di notte?

amore, amicizia

Scritto da < Pietro >

commenti (40)




PENSIERI CORRENTI

Utente: PietroFratta
Nome: Pietro Fratta
Sto scrivendo. Ho pubblicato qualcosa, qualche romanzo. A volte mi affido alle parole, e cerco d'affrontare un frammento consistente della mia realtà: la coscienza, che non potrà mai sopravvivere in assenza dei miei simili. Ho un piccolo sogno:


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